I SETTE GRANDI VANTAGGI NELL’USARE LA VANGATRICE

1. Migliore equilibrio degli sforzi sulla trazione
Con la vangatrice gli sforzi della trazione si distribuiscono per il 50% sulle ruote anteriori del trattore e per il restante 50% su quelle posteriori; essa infatti produce una forza positiva, che sommata allo sforzo di trazione risulta particolarmente utile in condizioni difficili di lavoro.
2. Non produce la suola di lavorazione
Con la vangatrice tutti gli strati di un terreno lavorato risultano completamente frantumati. Ciò perché la vangatrice oltre a strappare il terreno, proietta contro il rastrello le zolle, che in tal modo si aprono senza subire nessun effetto di pigiatura o di lisciatura.

3. Favorisce la formazione dello strato strutturale ideale alla semina
La vangatrice, oltre a produrre un effetto dirompente nel terreno, spinge le zolle contro un rastrello. Tali zolle, rompendosi risulteranno in superfice molto più piccole.
In aggiunta, il terreno dissodato con la vangatrice è più arieggiato, in quanto viene alzato, fratturato e fatto ricadere nella posizione iniziale.

Tratto dal libro”PERCHE’ LA VANGATRICE” anno 1984, pubblicato da Tortella

4. Migliore infiltrazione delle acque
Nei terreni situati in zone calde, in profondità è solito trovare delle riserve idriche. A queste riserve attingeranno le piante, per mezzo delle radici, nei periodi di siccità. Perché ciò si verifichi, bisogna aver impiegato una vangatrice, attrezzo che produce nel suolo moltissime fessure.
Anche i terreni localizzati in zone umide o per quelli situati dove ci sia la necessità di drenaggio, la vangatrice risulta l’attrezzo più efficace.

5. Migliore decomposizione dei prodotti residui                                                                                                                                                 Le sostanze residue per decomporsi necessitano della circolazione di maggior quantità d’aria possibile nel terreno; al contrario, la presenza d’acqua deve essere minima. L’unico attrezzo dotato dei requisiti adatti per creare tali condizioni è la vangatrice, grazie soprattutto al suo effetto levitazione. Se osserviamo un campo preparato con questo attrezzo, noteremo che il livello del terreno lavorato è più alto a quello del terreno non lavorato. Camminandoci sopra, inoltre, potremo avvertirne la sofficità dovuto al suo aumentato volume e alla miriade di spazi vuoti lasciati dal passaggio della vangatrice stessa. Sono proprio i suddetti spazi vuoti che permettono all’aria di circolare e che favoriscono la decomposizione, nel terreno, delle sostanze residue.

6. Migliore radicamento delle radici
Per un maggior assorbimento dei concimi, le piante hanno bisogno di esplorare il maggior volume di terra possibile. Un piede di mais, ad esempio, deve scandagliare diversi metri cubi per assorbire gli elementi fertilizzanti. Ora è ovvio che se un terreno è troppo compatto le radici non vi penetrano a sufficienza e i concimi non vengono assimilati.
Per una buona resistenza nei periodi secchi è ugualmente necessario che le radici scendano in profondità nel sottosuolo, in modo da trovare tutta l’acqua indispensabile nei periodi cruciali, come quelli della fioritura.

7. Non compatta il terreno
Un problema attuale per chi coltiva è la compattazione del terreno, a causa dei grandi e potenti trattori che oggi vengono sempre più utilizzati. La risposta a questo problema è possedere un attrezzo per la lavorazione del terreno che riduca i passaggi del trattore, e nello stesso tempo equilibri gli sforzi della trazione.

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